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Come ottenere il miglior beneficio dai fiori

La maggior parte di coloro che fanno uso o praticano le terapie naturali ha già una propria opinione sulla floriterapia; in questo articolo vorrei offrire il mio parere al riguardo.

Studiando approfonditamente il mondo della Floriterapia mi sono accorta che esisteva un’enorme differenza tra dare e prendere i Fiori in modo sporadico e occasionale e una vera e propria Floriterapia di fondo.

Quando prendiamo le essenze floreali prescritte come complemento di altre terapie, o per autoprescrizione, oppure diamo i Fiori ai famigliari o agli amici, entriamo nel primo concetto e cioè: “dare e prendere” i Fiori.
Nel secondo caso, parliamo invece di un processo terapeutico di fondo, uno spazio, sia concettuale che fisico dove è possibile costruire una relazione di accompagnamento tra un Floriterapeuta e un cliente.
Il Floriterapeuta costruisce un setting terapeutico, uno spazio in cui avranno luogo gli incontri e dove il cliente potrà essere accompagnato durante il tempo che desidera per raggiungere gli obiettivi precedentemente accordati con il Floriterapeuta.
Nonostante queste differenze, l’effetto dei Fiori non rimane sempre il medesimo? Io sono convito che le essenze floreali agiscono sempre e comunque e che in ogni circostanza possano apportare qualcosa. Tuttavia, per avere il maggior vantaggio possibile dai fiori è sempre meglio un percorso con l’accompagnamento di un Floriterapeuta qualificato.

Il Floriterapeuta: il compagno di viaggio

Dal mio punto di vista, il Floriterapeuta non è né un medico né un guaritore. È una persona che ha la funzione di accompagnatore in un cammino, facile o difficile, deciso e intrapreso dal cliente.
In questo cammino il Floriterapeuta può aiutare a vedere le cose che il cliente, magari perché procede troppo velocemente o perché è bloccato, non avverte. Questo accompagnamento, perché sia veramente efficace e armonico deve essere realizzato con rispetto ed empatia.
Il Floriterapeuta cammina con il cliente, seguendo il suo ritmo, a prescindere che sia veloce o lento. Nel viaggio, il Floriterapeuta porterà nel proprio zaino delle mappe che segnaleranno il percorso migliore, acqua, fazzolettini e un prezioso tesoro: i Fiori

Lasciando perdere la metafora precedente, durante il setting (o inquadramento floreale) il bravo Floriterapeuta sa gestire le aspettative del cliente, chiarisce i dubbi e lo tranquillizza nei momenti difficili. Avrà inoltre il ruolo dello specchio, affinché il cliente possa vedere sé stesso e possa trovare le proprie domande alle quali proverà a dare una risposta. Lo aiuterà a tracciare obiettivi da raggiungere attraverso il processo floriterapico e a diventare consapevole dei cambiamenti che via via si verificano.
Allo stesso tempo lo aiuterà, attraverso l’uso dei fiori e sempre in modo rispettoso, a trovare gli strumenti di cui dispone e che lo aiuteranno a conoscersi meglio e a risolvere i suoi problemi.

Sfruttare pienamente i Fiori


Sono molte le occasioni in cui non siamo in grado di sfruttare totalmente il potenziale dei Fiori, sia per mancanza di conoscenza tecnica dei Fiori stessi, sia perché spesso non conosciamo a sufficienza i loro effetti o i meccanismi che attiveranno nella nostra interiorità.
Ciò fa sì che molta gente smetta di prenderli prima del dovuto o si spaventi quando si presentano sintomi che non sanno gestire o assumano i Fiori seguendo posologie non adatte, il che accade molto spesso.
 Fiori sono dei meravigliosi catalizzatori di informazione, vera e propria intelligenza emotiva allo stato liquido. Qualsiasi sia il livello di intervento nel quale ci collochiamo, le essenze sono sempre e comunque in grado di donarci il meglio di loro.




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