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Rubino, proprietà in cristalloterapia e curiosità

Fino ad oggi non ho parlato di alcune pietre per scelta, oltre al rubino qui presente tra i cristalli evitati volutamente ci sono anche il diamante, lo smeraldo e lo zaffiro. Il fatto è che queste pietre hanno un elevatissimo costo commerciale e sono molto più utilizzate in gioielleria per la realizzazione di orecchini, anelli, bracciali e collane per l’ornamento, piuttosto che in cristalloterapia per scopi terapeutici. Per questo motivo non volevo limitarmi a realizzare il classico articolo di sempre, ma un più approfondito.

A chi consiglio il rubino?

A tutti voi che vi sentite giù e che avete bisogno di ricevere una dose extra di vitalità. A voi che dovete schiarirvi le idee dopo un periodo davvero poco piacevole, nel quale non siete riusciti a concentrarvi a causa di una mancanza di concentrazione. Vi aiuta a recuperare la fiducia in voi stessi, ad essere più determinati e meno timidi durante la corsa che vi permette di raggiungere i vostri importanti obbiettivi.
Proprietà del rubino

Il rubino è una delle pietre più belle, considerata simbolo di nobiltà e dispensatrice di virtù. Nei tempi passati considerate che il valore del rubino è riuscito a superare addirittura quelli del diamante. E’ la pietra della vitalità, che stimola il primo chakra e aumenta l’energia vitale. Veniva considerata lei in passato la pietra del sole.

Corpo

Indossate un rubino e riuscirete a superare bene la stanchezza tipica del cambio di stagione. Ha un effetto restaurante sul corpo perché va a stimolare la circolazione del sangue e della linfa (combatte ritenzione idrica e problemi circolatori). Rafforza il cuore (a livello spirituale è invece associato a tutte le forme dell’amore). Viene usato per diversi disturbi che colpiscono quest’organo. Utile per le donne perché regola il flusso mestruale e allevia il dolore. In ogni caso una valida sostituta sempre per questo scopo è la corniola, molto più economica e lo stesso validissima (basta posizionare un esemplare di corniola, possibilmente piatta, nella zona particolarmente dolorante).
Il rubino nelle sedute di cristalloterapia è utilizzato per trattare impotenza, infertilità, disfunzioni sessuali. Viene regalato come amuleto alle donne che fanno figli in età avanzata. Usatelo se state ad esempio seguendo una dieta detox perché rafforza la sua capacità di disintossicare il corpo. Non solo, è anche un’alleata per chi deve sconfiggere la fame nervosa!

Mente

Usate il rubino se state lavorando sul pensiero positivo come arma per trasformare il vostro presente. Oggi si sente parlare molto della legge di attrazione e, anche se non mi piace molto, sono certa che un pensiero positivo è la base indispensabile per ottenere gli obbiettivi che si vogliono raggiungere nella vita. Il rubino tra l’altro vi rende molto più attivi. Se in questo periodo vi sentite un po’ apatici, sappiate che il rubino rivoluziona il vostro modo di affrontare le cose portandovi di nuovo sulla giusta prospettiva. Vi rende più concentrati e determinati nel portare avanti i compiti che vi siete prefissati di terminare. Infine, promuove la semplicità e la spontaneità.
Le parole chiave dal punto di vista mentale e psichico del rubino sono: coraggio, azione, pensiero positivo, determinazione.

Spirito

Nonostante sia collegata al primo chakra, il centro energetico che tra tutti è il più vicino alla sfera materiale, riesce a donare ugualmente una grande energia. Non è in realtà una fonte esterna a noi, perché agisce piuttosto da amplificatore di quella che è già presente. Può dar fastidio indossarla a chi invece non ha bisogno di accentuare l’energia, ma piuttosto di mitigarla perché in sovra eccesso.
Tra le tante le proprietà che vengono attribuite al rubino, troviamo quella di afrodisiaco. Riesce ad accentuare le forme dell’amore, dall’unione mistica alla sessualità selvaggia (anche se tuttavia era usato in passato per combattere la lussuria). E’ considerato simbolo d’impegno reciproco, d’incoraggiamento e presenza costante l’uno per l’altro. Le persone spesso non riescono ad aprirsi di nuovo all’amore a causa di alcune delusioni passate. Il rubino aiuta a chiudere queste ferite e ad allontanare la rabbia. Incoraggia a provare di nuovo, ad essere positivi. Aiuta a superare la paura di non meritare l’amore degli altri.
Veniva indossato spesso in passato per proteggersi dagli eventi paranormali, ancora oggi mantiene una caratteristica simile ma orientata a ridurre la paura per il paranormale. Tiene lontani gli incubi e gli attacchi psichici.
Stimola il primo chakra, rafforza la necessità di soddisfare i propri bisogni piuttosto che quelli degli altri. Si dice anche che riesce a riattivare la kundalini.
Le parole chiave dal punto di vista mentale e psichico del rubino sono: protezione, desideri, amplificatore di energia.

Come usare il rubino

Potete indossare il rubino sia come anello, collana o bracciale per ottenere tutte le proprietà sopra. Non vi consiglio invece di usarla in meditazione perché amplifica l’energia e non favorisce l’acquietamento del pensiero. Sono molto più indicate altre pietre, se cercate qualcosa di valido per la meditazione vi consiglio ad esempio l’ametista o l’acquamarina. Il rubino invece è adatto alla pratica del radicamento. 
Questa pietra cerca nella vostra struttura energetica i blocchi, in modo tale da allineare l’energia. Viene usato un po’ come una bussola. Nel passato veniva usato come amuleto da portare al collo per contrastare i cattivi pensieri e gli spiriti malvagi. Se posizionato nella zona sud di una stanza porta calore ed energia.

Tipologia particolare, il Rubino Star

La tipologia di rubino star è una delle più conosciute. In pratica è così conosciuta quella in cui è particolarmente evidente in fenomeno dell‘asterismo del quale vi parlo tra poco, qui sotto nel paragrafo della mineralogia. Questo effetto viene messo in evidenza dal taglio cabochon. In pratica è evidente un gatteggiamento o l’effetto occhio di gatto. L’effetto è quello di una stella a sei raggi, sembra che scivolano sulla pietra quando viene spostato.
Le proprietà di questa pietra sono uguali a quelle del rubino classico. I suoi poteri sono potenziati con la luna piena. Lo consiglio a chi tende a fare atti di auto-lesionismo e a tutti coloro che non riescono ad esprimere la rabbia.

Mineralogia del rubino, alcune curiosità

Il rubino ha un sistema cristallino triclino e si può formare tramite processo litogenetico primario o terziario. Classe minerale, ossidi. E’ la varietà più nobile del corindone. Lo si trova in natura esclusivamente di colore rosso, grazie al cromo presente in esso. Potete osservare alcuni esemplari con il fenomeno dell’asterismo, tutto questo è dovuto dalla presenza di aghi di rutilo, cioè è presente in piccole dosi il rutilo, un minerale di ossido di titanio.
E’ una pietra rossa è vero, ma potete trovare molte tonalità. Da quella più viva a quella più rosata. Queste variazioni sono dovute da quanto cromo e ferro si trovano nel singolo minerale. Più è limpido, più è alta la sua qualità. Il più ricercato è il rosso vivo, con una piccola percentuale blu che lo rende più intenso. Chiaramente ricordatevi che deve essere allo stesso tempo  molto limpido e deve aver subito una lavorazione particolare che gli conferisce un taglio pregiato.
Abbiamo detto che il rubino è un corindone, alla stessa famiglia appartiene lo zaffiro. E’ l’unico minerale che si posiziona sulla scala Mohs con il rating a 9. Viene superato solo dal diamante che ha un rating a 10. E’ davvero difficile riuscire a trovare i rubini di grandi dimensioni, infatti questi sono i più costosi e il prezzo può avvicinarsi a quello di un diamante.
Alcuni decenni fa alcune pietre venivano confuse per il rubino, si parla delle tormaline rosse, gli spinelli rossi e i granati.
Oltre ad alcune caratteristiche eccezionali, ciò che rende una pietra più ricercata dell’altra, è anche la sua difficoltà a reperirla. Il quarzo rosa è talmente comune ad esempio che basta fare una passeggiata su alcune spiagge dell’Isola d’Elba per trovarlo in terra. Viene facile capire il perché si può trovare un esemplare piccolo a 1,50€, cosa che non accadrà mai con smeraldi, rubini e diamanti.

Provenienza del rubino

Non è da sottovalutare la provenienza del rubino. Un giacimento molto è importante è in Birmania, nel Myanmar. Sembra però che solo l’1% delle pietre estratte sia di alta qualità. Secondo una leggenda birmana, un rubino inserito nella carne umana, rende la persona invulnerabile.
Ci sono poi i rubini thailandesi, quelli dello Sri Lanka (dove sono estratti rubini non dal colore sangue piccione (rosso e blu) ma piuttosto color lampone. C’è poi la Tanzania, la Cambogia, il Vietnam, il Kenya e l’Afghanistan. Il produttore maggiore resta però il Madagascar che vanta importanti giacimenti di rubini.
Non sempre è possibile conoscere la provenienza certa di un rubino. Ecco che può essere studiata una sua caratteristica. In pratica analizzando le onde UV delle fluorescenze, in base alla loro lunghezza possiamo ottenere un’identificazione della sua provenienza.

Come viene trattato il rubino

Il rubino quando viene estratto (e dopo essersi accertati che di altissima qualità), viene tagliato per ottenere gli stupendi gioielli che tantissime donne amano avere. Prima di questo procedimento viene spesso riscaldato tra i 3100 e i 3300 gradi fahrenheit per diverse ore. Sinceramente io vedo il mondo delle pietre tutta in un’altra ottica quindi non apprezzo per niente questa violenza sul cristallo. Tuttavia questo è ciò che fanno, che ci piaccia o meno. Riscaldare serve a migliorare colore e limpidezza. Altre volte invece, sono messi in commercio rubini dalla qualità inferiore che presentano fenditure, riempite prima con piombo o vetro. L’effetto finale è buono, ma non deve essere venduto se non a prezzi ragionevoli.

Attenzione ai rubini sintetici!

Sappiate che stiamo parlando della prima gemma riprodotta in laboratorio. Non sorprendetevi quindi se qualcuno vende rubini sintetici. La prima sintesi artificiale e ufficiale, è stata fatta nel 1902 da Auguste Vernuil. Brevettò il metodo, oggi conosciuto come “il metodo di Verneuil”. Si tratta di fondere una polvere della stessa composizione di questa gemma usando una fiamma di ossidrogeno alla bellezza di 2000° C. Il raffreddamento porta alla formazione del cristallo. Tuttavia anche dopo il taglio restano riconoscibili a causa delle linee curve interne. Si possono però notare solo al microscopio. Ci sono poi anche il Metodo Czochrlaski e quello di Kashan. Senza contare poi le riproduzioni più terribili in vetro o in plastica!

Leggende sul rubino

Questa è la parte delle curiosità, dedicata a come nel passato veniva visto il rubino o più semplicemente alle leggende che si muovono intorno a questa pietra preziosa. I nostri antenati l’hanno sempre considerata la pietra della passione. Ritenevano che al suo interno vi fosse una fiamma impossibile da spegnere e secondo le leggende, se buttata in acqua bolliva, se nascosta sotto i vestiti irradiava e se usata a contatto con la cera, la scioglieva.
Veniva usata per allontanare la peste e per avvisare il suo possessore della vicinanza di tale malattia. Sembra che l’imperatore cinese Kublai Khan offrì una città intera in cambio di un grande rubino.
Secondo le popolazioni indù era il re di tutte le pietre preziose, la più importante delle pietre create. Diverse le leggende che lo vedono come contenitore di tutto il sangue versato dagli uomini.

Gli esemplari rossi sicuri di rubino erano considerati rubino maschio, quelli rossi chiari, femmina. Erano tante le credenze intorno a lui, lo ritenevano capace di difendere dalle malattie veneree. Venivano considerati perfetti come dono di nozze.

Potete trovare il rubino da Melina Fascino D'oriente:


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