Lo psichiatra infantile Boris Levinson, negli anni Sessanta dello scorso secolo, ebbe l’opportunità di assistere alla facilitazione di una seduta con un piccolo paziente affetto da autismo per l a presenza nella stanza del cane con cui lo psichiatra conviveva. Il bambino riusciva a proiettare sull’animale le proprie emozioni e la relazione medico-paziente si arricchiva e assumeva differenti sfumature. Dall’intuizione di Levinson nasce l’approccio di co-terapia che oggi conosciamo come Pet therapy, nella quale la relazione tra conduttore animale viene messa a disposizione di persone di ogni età all’interno di case di cura, ospedali, residenze protette. Più in generale in tutte quelle situazioni in cui la presenza di equipe opportunamente formate, multidisciplinari e “multispecie” può contribuire a migliorare e promuovere il benessere. Oggi, che sempre più numerosi studi scientifici nazionali e internazionali dimostrano l’efficacia delle attività e terapie assistite dagli animali...