Parafrasando Shakespeare, si potrebbe dire che siamo fatti della stessa sostanza dell’acqua.
Siamo fatti di acqua, in effetti.
Il corpo di una persona adulta è composto per il 65% di acqua, circa 45 l.
Il ruolo dell’acqua nel nostro organismo
Di questi, il 70% è acqua intracellulare – contenuta nelle nostre cellule – il restante 30% è invece acqua extracellulare. Se il contenuto di acqua nella cellula scende sotto il 50% i processi vitali si paralizzano, spesso anche in modo irreversibile. Oltre alle cellule anche gli organi sono tutti in contatto con l’acqua e ognuno di essi, per una funzione o per l’altra, dipende dall’acqua per il corretto funzionamento.Tutto l’organismo è, in sostanza, acqua-dipendente. Se beviamo poco, come spesso succede in terza età, la pressione arteriosa si alza, i vasi sanguigni diventano meno elastici per un maggiore deposito di zuccheri e colesterolo. Il corpo, quindi, non riesce più a espellere le sostanze tossiche.
Per il nostro organismo l’acqua è un messaggero della massima importanza. Da essa ne ricava tutte le informazioni con le quali è mantenuto in vita il corpo, così come dati relativi alle patologie o ai fattori nocivi che disturbano le normali funzioni provocando le malattie.
Allo stesso tempo, le funzioni che l’acqua svolge all’interno del nostro fisico sono:Per sopperire a tutte queste funzioni biologiche ed organiche, l’uomo beve in media circa 25.000 l di acqua nel corso della propria vita.Alla luce di tutte queste informazioni, è chiaro che l’acqua che beviamo non è una cosa da poco. Tralasciando l’annosa e mai risolta questione se sia meglio bere acqua del rubinetto o acqua in bottiglia, nella scelta dell’acqua che beviamo quotidianamente, dovremmo tenere in considerazione alcuni parametri, che possono fare la differenza per la nostra salute.Si tratta di:Vediamo di capire più nel dettaglio le differenze fra i tre tipi di acqua e quando usarle:
Siamo fatti di acqua, in effetti.
Il corpo di una persona adulta è composto per il 65% di acqua, circa 45 l.
Il ruolo dell’acqua nel nostro organismo
- regolazione dell’equilibrio idrico,
- regolazione della pressione osmotica,
- regolazione del bilancio energetico,
- eliminazione di scorie,
- trasporto dei nutrienti.
- valore pH: indica la concentrazione di ioni di idrogeno e la quantità di protoni. La scelta del pH è di fondamentale importanza perché, invecchiando, l’organismo tende a ossidarsi e quindi a diventare più alcalino. Per contrastare questo fenomeno sarebbe meglio introdurre un’acqua leggermente acida, dato che un pH alcalino non farebbe che aumentare il processo di ossidazione e quindi di invecchiamento cellulare. Il valore del pH più appropriato varia fra i 6,4 e 6,8. Se l’acqua ha un pH inferiore a 6 rischia di causare disturbi gastrointestinali, mentre superiore a 6,8 contribuisce all’invecchiamento precoce;
- ubicazione della sorgente: un’acqua proveniente da una sorgente di alta quota ha più probabilità di essere pura e incontaminata rispetto a una sorgente a bassa quota;
- presenza dei nitrati: è bene che siano assenti o in numero molto basso (sotto 5 mg/l). Una volta ingeriti, i nitrati formano le nitrosamine, che sono considerate potenzialmente cancerogene;
- scelta del materiale delle bottiglie: in genere il vetro è l’unico contenitore che consente una conservazione igienicamente impeccabile. La plastica, oltre a essere un materiale più impegnativo per il benessere del nostro pianeta, non garantisce la stessa igiene. Prova ne è anche il fatto che l’acqua in bottiglie in plastica si conserva per 6-9 mesi, mentre in vetro fino a 2 anni. In plastica o in vetro, l’acqua conservata in bottiglie non dovrebbe mai essere esposta alla luce diretta del sole e a temperature elevate. Il contatto prolungato alla luce fa aumentare il pH dell’acqua, che si ossida e perde una delle sue qualità fondamentali;
- residuo fisso: questo dato, espresso in milligrammi, indica la quantità di Sali minerali inorganici contenuta in 1 l di acqua. Indica cioè il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione di 1 l d’acqua a 180 °C. Si tratta di un valore compreso fra 500 e 1500 mg/l. In base al tipo di residuo fisso l’acqua si divide in oligominerale, medio minerale e magnesiaca. E non si tratta di una distinzione solo etimologica, ma anche di una scelta che può aiutarci a mantenere il nostro stato di salute.
- oligominerale: è l’acqua più “leggera”, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Contiene in genere pochi Sali minerali per la conformazione delle rocce da cui sgorga. Questo tipo di acqua viene assorbita molto velocemente nell’intestino e altrettanto velocemente viene eliminata. Facilita la diuresi e la depurazione del corpo, per cui può essere indicata se abbiamo bisogno di pulire i reni, come nel caso di renella, calcoli renali o cistite;
- medio minerale: con residuo fisso compreso tra i 300 e i 600 mg/l. Essendo a più lento assorbimento, la medio minerale è indicata se dobbiamo fare una pulizia interna, eliminare tossine o altre sostanze dannose. Può andare bene per chi ha l’intestino regolare;
- minerale: il residuo fisso è oltre gli 800 mg/l. In caso di stitichezza è questa l’acqua più indicata. Essendo più ricca di minerali, permane più a lungo nel tratto digerente, aiuta a formare una massa fecale più morbida e a spostarla fino all’espulsione;
- magnesiaca: ha un residuo fisso di 4-5 g/l. È molto ricca di minerali. È particolarmente indicata in caso di stipsi, anche grave. Non abusatene perché può creare diarrea, dolori di pancia e altri disturbi.
Di questi, il 70% è acqua intracellulare – contenuta nelle nostre cellule – il restante 30% è invece acqua extracellulare. Se il contenuto di acqua nella cellula scende sotto il 50% i processi vitali si paralizzano, spesso anche in modo irreversibile. Oltre alle cellule anche gli organi sono tutti in contatto con l’acqua e ognuno di essi, per una funzione o per l’altra, dipende dall’acqua per il corretto funzionamento.Tutto l’organismo è, in sostanza, acqua-dipendente. Se beviamo poco, come spesso succede in terza età, la pressione arteriosa si alza, i vasi sanguigni diventano meno elastici per un maggiore deposito di zuccheri e colesterolo. Il corpo, quindi, non riesce più a espellere le sostanze tossiche.
Per il nostro organismo l’acqua è un messaggero della massima importanza. Da essa ne ricava tutte le informazioni con le quali è mantenuto in vita il corpo, così come dati relativi alle patologie o ai fattori nocivi che disturbano le normali funzioni provocando le malattie.
Allo stesso tempo, le funzioni che l’acqua svolge all’interno del nostro fisico sono:Per sopperire a tutte queste funzioni biologiche ed organiche, l’uomo beve in media circa 25.000 l di acqua nel corso della propria vita.Alla luce di tutte queste informazioni, è chiaro che l’acqua che beviamo non è una cosa da poco. Tralasciando l’annosa e mai risolta questione se sia meglio bere acqua del rubinetto o acqua in bottiglia, nella scelta dell’acqua che beviamo quotidianamente, dovremmo tenere in considerazione alcuni parametri, che possono fare la differenza per la nostra salute.Si tratta di:Vediamo di capire più nel dettaglio le differenze fra i tre tipi di acqua e quando usarle:
- oligominerale: è l’acqua più “leggera”, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Contiene in genere pochi Sali minerali per la conformazione delle rocce da cui sgorga. Questo tipo di acqua viene assorbita molto velocemente nell’intestino e altrettanto velocemente viene eliminata. Facilita la diuresi e la depurazione del corpo, per cui può essere indicata se abbiamo bisogno di pulire i reni, come nel caso di renella, calcoli renali o cistite;
- medio minerale: con residuo fisso compreso tra i 300 e i 600 mg/l. Essendo a più lento assorbimento, la medio minerale è indicata se dobbiamo fare una pulizia interna, eliminare tossine o altre sostanze dannose. Può andare bene per chi ha l’intestino regolare;
- minerale: il residuo fisso è oltre gli 800 mg/l. In caso di stitichezza è questa l’acqua più indicata. Essendo più ricca di minerali, permane più a lungo nel tratto digerente, aiuta a formare una massa fecale più morbida e a spostarla fino all’espulsione;
- magnesiaca: ha un residuo fisso di 4-5 g/l. È molto ricca di minerali. È particolarmente indicata in caso di stipsi, anche grave. Non abusatene perché può creare diarrea, dolori di pancia e altri disturbi.
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