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Conoscere le proprietà dell’acqua ci permette di sapere quale bere quando non siamo in forma

Parafrasando Shakespeare, si potrebbe dire che siamo fatti della stessa sostanza dell’acqua. 

Siamo fatti di acqua, in effetti. 

Il corpo di una persona adulta è composto per il 65% di acqua, circa 45 l.

Il ruolo dell’acqua nel nostro organismo
  • regolazione dell’equilibrio idrico,
  • regolazione della pressione osmotica,
  • regolazione del bilancio energetico,
  • eliminazione di scorie,
  • trasporto dei nutrienti.
Dall’acqua dipende la nostra salute


  • valore pH: indica la concentrazione di ioni di idrogeno e la quantità di protoni. La scelta del pH è di fondamentale importanza perché, invecchiando, l’organismo tende a ossidarsi e quindi a diventare più alcalino. Per contrastare questo fenomeno sarebbe meglio introdurre un’acqua leggermente acida, dato che un pH alcalino non farebbe che aumentare il processo di ossidazione e quindi di invecchiamento cellulare. Il valore del pH più appropriato varia fra i 6,4 e 6,8. Se l’acqua ha un pH inferiore a 6 rischia di causare disturbi gastrointestinali, mentre superiore a 6,8 contribuisce all’invecchiamento precoce;
  • ubicazione della sorgente: un’acqua proveniente da una sorgente di alta quota ha più probabilità di essere pura e incontaminata rispetto a una sorgente a bassa quota;
  • presenza dei nitrati: è bene che siano assenti o in numero molto basso (sotto 5 mg/l). Una volta ingeriti, i nitrati formano le nitrosamine, che sono considerate potenzialmente cancerogene; 
  • scelta del materiale delle bottiglie: in genere il vetro è l’unico contenitore che consente una conservazione igienicamente impeccabile. La plastica, oltre a essere un materiale più impegnativo per il benessere del nostro pianeta, non garantisce la stessa igiene. Prova ne è anche il fatto che l’acqua in bottiglie in plastica si conserva per 6-9 mesi, mentre in vetro fino a 2 anni. In plastica o in vetro, l’acqua conservata in bottiglie non dovrebbe mai essere esposta alla luce diretta del sole e a temperature elevate. Il contatto prolungato alla luce fa aumentare il pH dell’acqua, che si ossida e perde una delle sue qualità fondamentali;
  • residuo fisso: questo dato, espresso in milligrammi, indica la quantità di Sali minerali inorganici contenuta in 1 l di acqua. Indica cioè il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione di 1 l d’acqua a 180 °C. Si tratta di un valore compreso fra 500 e 1500 mg/l. In base al tipo di residuo fisso l’acqua si divide in oligominerale, medio minerale e magnesiaca. E non si tratta di una distinzione solo etimologica, ma anche di una scelta che può aiutarci a mantenere il nostro stato di salute.
  • oligominerale: è l’acqua più “leggera”, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Contiene in genere pochi Sali minerali per la conformazione delle rocce da cui sgorga. Questo tipo di acqua viene assorbita molto velocemente nell’intestino e altrettanto velocemente viene eliminata. Facilita la diuresi e la depurazione del corpo, per cui può essere indicata se abbiamo bisogno di pulire i reni, come nel caso di renella, calcoli renali o cistite;
  • medio minerale: con residuo fisso compreso tra i 300 e i 600 mg/l. Essendo a più lento assorbimento, la medio minerale è indicata se dobbiamo fare una pulizia interna, eliminare tossine o altre sostanze dannose. Può andare bene per chi ha l’intestino regolare;
  • minerale: il residuo fisso è oltre gli 800 mg/l. In caso di stitichezza è questa l’acqua più indicata. Essendo più ricca di minerali, permane più a lungo nel tratto digerente, aiuta a formare una massa fecale più morbida e a spostarla fino all’espulsione;
  • magnesiaca: ha un residuo fisso di 4-5 g/l. È molto ricca di minerali. È particolarmente indicata in caso di stipsi, anche grave. Non abusatene perché può creare diarrea, dolori di pancia e altri disturbi.


Di questi, il 70% è acqua intracellulare – contenuta nelle nostre cellule – il restante 30% è invece acqua extracellulare. Se il contenuto di acqua nella cellula scende sotto il 50% i processi vitali si paralizzano, spesso anche in modo irreversibile. Oltre alle cellule anche gli organi sono tutti in contatto con l’acqua e ognuno di essi, per una funzione o per l’altra, dipende dall’acqua per il corretto funzionamento.Tutto l’organismo è, in sostanza, acqua-dipendente. Se beviamo poco, come spesso succede in terza età, la pressione arteriosa si alza, i vasi sanguigni diventano meno elastici per un maggiore deposito di zuccheri e colesterolo. Il corpo, quindi, non riesce più a espellere le sostanze tossiche.

Per il nostro organismo l’acqua è un messaggero della massima importanza. Da essa ne ricava tutte le informazioni con le quali è mantenuto in vita il corpo, così come dati relativi alle patologie o ai fattori nocivi che disturbano le normali funzioni provocando le malattie.

Allo stesso tempo, le funzioni che l’acqua svolge all’interno del nostro fisico sono:Per sopperire a tutte queste funzioni biologiche ed organiche, l’uomo beve in media circa 25.000 l di acqua nel corso della propria vita.Alla luce di tutte queste informazioni, è chiaro che l’acqua che beviamo non è una cosa da poco. Tralasciando l’annosa e mai risolta questione se sia meglio bere acqua del rubinetto o acqua in bottiglia, nella scelta dell’acqua che beviamo quotidianamente, dovremmo tenere in considerazione alcuni parametri, che possono fare la differenza per la nostra salute.Si tratta di:Vediamo di capire più nel dettaglio le differenze fra i tre tipi di acqua e quando usarle:
  • oligominerale: è l’acqua più “leggera”, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Contiene in genere pochi Sali minerali per la conformazione delle rocce da cui sgorga. Questo tipo di acqua viene assorbita molto velocemente nell’intestino e altrettanto velocemente viene eliminata. Facilita la diuresi e la depurazione del corpo, per cui può essere indicata se abbiamo bisogno di pulire i reni, come nel caso di renella, calcoli renali o cistite;
  • medio minerale: con residuo fisso compreso tra i 300 e i 600 mg/l. Essendo a più lento assorbimento, la medio minerale è indicata se dobbiamo fare una pulizia interna, eliminare tossine o altre sostanze dannose. Può andare bene per chi ha l’intestino regolare;
  • minerale: il residuo fisso è oltre gli 800 mg/l. In caso di stitichezza è questa l’acqua più indicata. Essendo più ricca di minerali, permane più a lungo nel tratto digerente, aiuta a formare una massa fecale più morbida e a spostarla fino all’espulsione;
  • magnesiaca: ha un residuo fisso di 4-5 g/l. È molto ricca di minerali. È particolarmente indicata in caso di stipsi, anche grave. Non abusatene perché può creare diarrea, dolori di pancia e altri disturbi.

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